Vito Gallo inizia la sua attività come scultore. Questa sua iniziale esperienza traspira nella sua ceramica attraverso il segno inconfondibile che struttura le forme e gli spazi nei suoi bassorilievi.
Vito Gallo non è un ceramista, in quanto, al di là di ogni legame con la tecnica ceramica, egli è un autentico artista. Egli domina la tecnica, se ne serve come mezzo, supera volutamente i canoni tradizionali, punta la sua attenzione su problemi puramente estetici, formali, dinamici in cui il colore è una componente che non tradisce, ma soltanto valorizza l'opera d'arte.
Dal 1967, anno in cui si proponeva di affrontare la ceramica, ad oggi Gallo dimostra una continua evoluzione nella ricerca estetica; E ne sono la prova i suoi olii sapientemente elaborati sullo stesso filone.
Proprio in questi lavori si può sicuramente affermare che dal punto di vista squisitamente psicologico-percettivo il colore è assurto a valore emblematico e sottolinea una grafia geometrizzata personalissima senza pregiudizio alcuno della componente luce-atmosfera e con una valorizzazione dell'aspetto espressivo di tutta quanta l'opera e persino dell'aspetto plastico.
Vito Gallo concilia due aspetti fondamentali: l'esigenza di determinate condizioni ambientali con l'esigenza di determinate aspirazioni estetiche e s'inserisce nei due poli con serio impegno di studio e di ricerca.
Il colore poi è evidente, anche se dominato da certi effetti cromatici come i gialli nella vasta gamma, i rossi, i verdi, una persuasiva maniera pittorica che mantiene inalterati valori puramente ghestaltici.
Vito Gallo è tra i pochissimi che, lontano da certe speculazioni equivoche e contaminate da certe illusorie conquiste, opera con instancabile passionalità e con una dignità rigorosamente professionale. |